Il primo corpo nuvoloso che vi proponiamo in figura, (che vorrebbero chiamare ASPERATUS) certamente singolare e un po’ inquietante, ma ben conosciuto dagli addetti ai lavori, prende spunto da un’avvezione di aria fresca (o mite) nei bassi strati dell’atmosfera che transita su un grande lago o un mare, solleva aria umida e la condensa in nube, poi incontra nel suo cammino una catena di montagne sulla quale incagliarsi.
Il primo corpo nuvoloso che vi proponiamo in figura, (che vorrebbero chiamare ASPERATUS) certamente singolare e un po’ inquietante, ma ben conosciuto dagli addetti ai lavori, prende spunto da un’avvezione di aria fresca (o mite) nei bassi strati dell’atmosfera che transita su un grande lago o un mare, solleva aria umida e la condensa in nube, poi incontra nel suo cammino una catena di montagne sulla quale incagliarsi.
Questo fenomeno è dovuto al fatto che durante il suo cammino di espansione in prossimità del suolo, l’aria fredda spinta dal cumulonembo in tutte le direzioni può trovarsi a contrastare con aria molto più umida e calda; il contrasto porta a fenomeni di condensazione così repentini ed intensi da liberare notevoli quantità di energia sotto forma di calore latente”.
In poche parole l’atmosfera subito dopo il passaggio della nube a mensola si trova a dover smaltire un eccesso di energia veramente cospicuo; di conseguenza il solo moto traslatorio orizzontale dell’aria fredda stessa non è più sufficiente a riportare un certo equilibrio di temperatura fra i vari strati atmosferici, e quindi sono necessari piccoli ma efficaci moti vorticosi verso l’alto o verso il basso che smaltiscono più in fretta questo surplus di ‘carburante’ rimescolando fra loro masse d’aria a temperature diverse.
Fonte: meteolive.leonardo.it
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